Caso studio 2 - FORMATIMPIANTI

FORMATIMPIANTI
Vai ai contenuti

Menu principale:

Caso studio 2

Notizie

Caso di studio 2: la logistica del freddo nell'ortofrutta


Per quanto riguarda la logistica del freddo, occorre tener presente l'evoluzione tecnologica e normativa che coinvolge il settore. Fino agli anni '70, infatti, gli impianti ad ammoniaca funzionavano con un elevato consumo di acqua a perdere. Tale tecnologia forniva così un buon rendimento in termini di frigorie, un basso costo ma richiedeva un'elevato consumo d'acqua dispersa nell'ambiente. Da metà degli anni '70 l'esigenza di ridurre la dispersione di acqua ha condotto ad un peggioramento dell'efficienza energetica. Dapprima, attraverso la tecnica delle torri evaporative e, successivamente, con condensatori evaporativi. L'introduzione degli impianti a freon ha invece introdotto l'aria come elemento di scambio. Tale tecnologia ha avuto uno sviluppo rapido, soprattutto per impianti medio-piccoli, grazie al basso costo di investimento ed alla semplicità di installazione. Il costo energetico di funzionamento è però piuttosto alto nelle zone con temperature elevate d'estate per il fatto che l'aria è l'elemento di scambio. Dall'inizio degli anni '80 si è accellerato lo sviluppo degli impianti a freon in seguito all'applicazione in senso più restrittivo di una vecchia legge del 1927 che equiparava un impianto del freddo ad ammoniaca ad un sistema petrolchimico. L'industria ortofrutticola ha così migliorato il risparmio di acqua ma ha peggiorato quello energetico.
Al giorno d'oggi, l'introduzione degli impianti a glicole può rappresentare un'alternativa al freon ma con vantaggi e svantaggi. I vantaggi consistono nella maggior sensibilità nella regolazione della temperatura di conservazione della frutta e nella riduzione delle dimensioni dell'impianto. I problemi sono invece dovuti al maggior costo energetico rispetto all'ammoniaca per il fatto che il sistema è stato sviluppato in Trentino dove la temperatura estiva è molto più bassa rispetto alle altre zone frutticole italiane. Dal confronto con gli operatori sono emerse alcune ipotesi di azioni mirate al miglioramento dell'efficienza energetica della catena del freddo:
- implementazione di un sistema di quote di kWh assegnate a ciascun impianto frigorifero. Questo stimolerà i costruttori a sviluppare tecnologie risparmiatrici di energia ed obbligherà gli utilizzatori ad una migliore gestione e manutenzione degli impianti;
- certificazione delle apparecchiature relativamente alla resa in freddo e relativo consumo energetico;
- sviluppo della tecnologia dei sensori per il controllo della qualità dei prodotti ortofrutticoli in conservazione;
- miglioramento del know how degli operatori nella corretta gestione degli impianti (esempio, corretto sbrinamento);
- re-impiego dei cascami di calore usciti dagli impianti frigoriferi per ulteriori utilizzi;
- miglioramento della catena del freddo e della sua continuità nel sistema logistico (piattaforme, auto-trasporti,..);
- aggiornamento delle normative alle nuove tecnologie.

 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu